A cura di Luca Fiorentino

Il foglio rappresenta una prima idea per il dipinto conservato alla Galleria d’Arte Moderna di Milano (GAM) raffigurante un ritratto di gruppo di una delle famiglie più importanti legate a Napoleone: Madame Pétiet e i suoi giovani figli.

Andrea Appiani, Madame Pétie con i suoi figl (1800 circa). Milano, Galleria d’Arte Moderna
Andrea Appiani, Madame Pétie con i suoi figl (1800 circa). Milano, Galleria d’Arte Moderna

Alla GAM esiste infatti anche il pendant del quadro rappresentante Claude-Louis Pétiet con i figli, dipinto dal clima più severo e di rappresentanza se osservato in rapporto a quello della moglie, di impostazione serena e familiare1.

Claude Pétiet ebbe incarichi importanti sotto il governo napoleonico fra i quali quello di Ministro straordinario del Governo francese. La committenza era dunque importante e la scelta del pittore ricadde su Appiani, uno dei principali pittori italiani e milanesi di quel periodo.

Il disegno qui presentato mostra la grande qualità che Appiani sapeva infondere anche alle opere eseguite di getto, siamo di fronte ad un abbozzo del quadro in una fase avanzata ma al contempo si può ancora apprezzare la bellezza della velocità del tratto. Tutto è vibrante in questo foglio, dalla modulazione delle figure a quella delle ombre, il fondo trattato quasi in maniera monocroma rende aggettanti i protagonisti con tutto il chiarore della carta intonsa utilizzata per le membra.

Che il progetto del quadro sia in fieri è dimostrato anche da alcune differenze sostanziali nella posa dei personaggi come quello del braccio sinistro della figlia della signora Pétiet che nel disegno è a riposo sulle gambe mentre nel dipinto stringe affettuosamente la mano della madre posta sulla sua spalla.

L’utilizzo della matita rossa è alquanto sapiente, elegante, oltre che strumentale all’elaborazione della composizione: essa è infatti interpretata a scopo tonale e coloristico, apposta in maniera calibrata in piccole porzioni del disegno soltanto ove necessario. Impreziosisce e dona vitalità alle labbra dei personaggi, alle mani e in alcuni punti delle braccia. Nei capelli del bambino sulla sinistra è mescolata ai segni della matita nera per conferire la tonalità castana e determinare così una nuance pittorica.

Questo disegno testimonia oltre la perizia dell’artista, anche nelle carte più veloci e di preparazione, una dedizione all’arte del ritratto a più figure, genere più raro e meno battuto dall’Appiani.

1 Per i due dipinti si veda con interesse: Galleria d’Arte Moderna Milano. Le Collezioni, a cura di Alessandro Oldani e Paola Zatti, fotografie di Umberto Armiraglio, Milano, 2017, p. 74 schede 32-33 a cura di Alessandro Oldani.

Per i quadri ed un altro disegno preparatorio (in collezione privata) per il dipinto raffigurante Madame Pétiet si veda: Francesco Leone, Andrea Appiani pittore di Napoleone. Vita, opere, documenti (1754- 1817), Milano, 2015, p. 75 e fig. 30.

Il ritratto del signor Pétiet è firmato e datato 1800, quello della moglie manca di data.

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