A cura di Luca Fiorentino

Prolifici frescanti, richiesti soprattutto per l’ottima organizzazione di grandi cantieri nelle più importanti confraternite lombarde, i Fiamminghini costituiscono un caso di studio ed uno snodo importante della pittura a cavallo tra Cinque e Seicento. Giovanni Mauro era più giovane di Giovanni Battista della Rovere di quattordici anni, ma collaborò a lungo con il fratello: si pensi ai quadroni milanesi con le Storie della vita e i miracoli di San Carlo (1602-1603), agli importanti interventi raffiguranti le Storie francescane al Sacro Monte di Orta (1607-1608), con le Storie cistercensi nell’abbazia di Chiaravalle milanese (1613-1616) o ancora con le grandi tele di Chiari.

Queste vaste opere dove “la semplificazione del racconto, l’intenzionalità didascalica e la ricerca di effetti scenografici” (come ben notava Simonetta Coppa) sono esemplificative del loro stile tra la fine del Cinque e gli inizi del Seicento1. Altrettanto ben conosciuta è la loro produzione grafica, che li distingue per una concezione assai differente: Giovan Battista dai tratti fini, leziosi, ricercati, molto legato ancora ad una cultura cinquecentesca, Giovanni Mauro invece più moderno, pittorico, di impostazione più monumentale nelle figure, sensibile alle novità del trio Cerano-Morazzone-Procaccini2.

Il grande disegno qui presentato offre un ottimo saggio dello stile peculiare di Giovanni Mauro con esiti molto vicini a quelli del Morazzone, sebbene declinati in una chiave prettamente lombarda e fortemente chiaroscurale. La carta colorata crea una campitura che esalta le caratteristiche tecniche del disegno eseguito dapprima a penna, in seguito vi sono apposte velature scure ad acquerello ed infine larghe pennellate a biacca per rendere l’insieme luminoso.

La tecnica grafica di Giovanni Mauro è spesso intesa in chiave pittorica con largo uso del pennello nei chiaroscuri così da poter mettere in parallelo questi fogli con i modelletti pittorici di presentazione, spesso di piccole dimensioni e a monocromo.

1 Per la vita dei due fratelli si veda:

Leonardo Caviglioli, ad vocem Giovan Battista e Giovan Mauro della Rovere in Dizionario Bibliografico degli italiani, Vol. 37, pp. 340-347;

Per la citazione nel testo si veda:

Simonetta Coppa, Pittura della realtà e pittura di illustrazione nel Seicento lombardo: il caso dei Fiamminghini, in Il gran teatro del Barocco. I Fiamminghini e i Trionfi dei Santi Faustino e Giovita, catalogo della mostra, Brescia, Museo Diocesano 6 febbraio-4 aprile 2010, a cura di Giuseppe Fusari, Roccafranca (Brescia), 2010, p. 20.

2 Per i disegni di entrambi i fratelli si veda:

Giulio Bora, I disegni di figura, in Il Seicento lombardo. Catalogo dei disegni, libri, stampe, Milano, 1973, nn. 148-154;

I grandi disegni italiani del ‘600 lombardo all’Ambrosiana, a cura di Marco Valsecchi, Cinisello Balsamo (Milano), 1975, nn. 62-67;

I disegni del Codice Resta, schede critiche di Giulio Bora, Cinisello Balsamo (Milano), 1976, nn. 94-95;

Ugo Ruggeri, Disegni lombardi, Gallerie dell’Accademia di Venezia, Milano, 1982, schede 92-95 pp. 106-109.

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