A cura di Luca Fiorentino

Giovan Battista Castello si dedicò alla miniatura in età matura, verso i trent’anni1. Proprio tra la fine del Cinque e gli inizi del Seicento Castello divenne uno tra gli artisti più importanti a Genova.

Ebbe committenti di rilievo e fu lodato da moltissimi letterati dell’epoca, la sua carriera lo vide operante anche in Spagna all’incirca tra il 1583 ed il 1585 impiegato da Filippo II nel monastero de El Escorial. La critica più recente ha dimostrato come Castello sia stato molto vicino a Cambiaso ed abbia avuto una forte influenza dal maestro, da Giulio Clovio e da altri artisti genovesi2.

La nostra pergamena, di elevata qualità esecutiva e ottima conservazione, può essere ascritta al catalogo di Giovan Battista Castello per le sue caratteristiche stilistiche peculiari: smagliante gamma cromatica, raffinata esecuzione formale e delicata modulazione dei chiaroscuri.

Bernardino Luini, La Madonna col Bambino, San Giovannino e l’agnello – Pinacoteca di Brera
Bernardino Luini, La Madonna col Bambino, San Giovannino e l’agnello – Pinacoteca di Brera

La composizione riprende l’affresco di Bernardino Luini raffigurante La Madonna col Bambino, San Giovannino e l’agnello un tempo all’interno dell’ospizio di San Michele alla Chiusa in Milano3. Sullo sfondo a sinistra si vedono sia nell’affresco che nella pergamena i certosini poiché anticamente San Michele alla Chiusa era la residenza milanese di quell’ordine.

L’opera su pergamena risarcisce visivamente l’affresco in condizioni non più ottimali del Luini, inoltre Castello aggiunge le sue consuete finezze pittoriche quali le cromie impreziosite con l’oro a missione nell’aureola della Madonna. Non si conoscono al momento riproduzioni antiche dell’opera di Luini, quindi possiamo supporre che il Castello abbia viaggiato verso la Spagna, o di ritorno da essa, passando da Milano e prendendone nota.

L’attribuzione con le opere del Castello tra il 1585 ed il 1600 appare palmare osservandone i caratteri stilistici che si possono confrontare con opere quali la Madonna col Bambino, San Anna e San Giovannino (già Milano, Salamon) siglata BC e datata 1602, il San Giovanni Battista nel deserto, già in collezione Federico Zeri firmato e datato 1605 (De Laurentiis, 2012), l’Annuncio a Gioachino in collezione privata (De Laurentiis, 2012), ove la pennellata vuole mantenere un effetto compatto, evitando un puntinismo troppo marcato.

1 Giovanna Grumo, Giovan Battista Castello «il Genovese». Nuove miniature in relazione con i disegni dell’album di Palazzo Abatellis, in En blanc et noir. Studi in onore di Silvana Macchioni, a cura di Francesco Sorce, Roma, 2007, pp. 61- 71, in particolare sul documento si veda p. 62.

Si veda inoltre: Linee, lumi et ombre finite. Disegni dei maestri genovesi tra ‘500 e ‘700, catalogo di mostra a cura di Valentina Frascarolo e Chiara Vignola, Novi Ligure, Museo dei Campionissimi 5 marzo-12 giugno 2016, Novi Ligure, 2016, scheda n. 2 Giovan Battista Castello, il Genovese a cura di Valentina Frascarolo, pp. 41-45.

2 Per la vicinanza a Cambiaso, si veda a questo riguardo: Elena De Laurentiis, Il pio genovese. Giovanni Battista Castello, in Alumina, anno 10, n. 37, aprile-maggio-giugno 2012, pp. 26-35. Si veda inoltre della stessa autrice i saggi approfonditi: Eadem, La collezione di “italian illuminated cuttings” della British Library: nuove miniature di Simonzio Lupi da Bergamo, Giovanni Battista Castello il genovese e Sante Avanzini, in Il codice miniato in Europa. Libri per la chiesa, per la città, per la corte, a cura di Giordana Mariani Canova, Alessandra Perriccioli Saggese, Atti della Giornata di Studi “Libri miniati per la chiesa, per la città per la corte in Europa: lavori in corso”, Padova 2-4 dicembre 2010, Padova, 2014, pp. 673-695 (da vedere anche tutta la bibliografia citata in nota1).

Per la vicinanza con Clovio ed altri maestri genovesi di cui prendeva nota in un suo noto taccuino di disegni, si veda supra nota 1 e: Maestri del disegno nelle collezioni di Palazzo Abatellis, a cura di Vincenzo Abbate, catalogo di mostra, Palermo Palazzo Abatellis 15 dicembre 1995-29 febbraio 1996, Palermo, 1995.

Un altro taccuino è apparso sul mercato antiquario recante moltissimi disegni di invenzione dai quali il maestro traeva spunti per le sue esecuzioni, si veda: I fiori del barocco. Pittura a Genova dal naturalismo al rococò, a cura di Anna Orlando, schede di Elena De Laurentiis n. 17-18-19, pp. 70-75 e bibliografia citata al riguardo, Milano, 2006.

3 L’affresco del Luini venne staccato ed ora è conservato presso il Museo della Scienza e della Tecnica di Milano (l’opera è di pertinenza della Pinacoteca di Brera).

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