A cura di Luca Fiorentino

Sulla sinistra della composizione un gruppo di persone si assiepa tendendo le braccia verso una figura ieratica che le osserva mentre percorre alcuni passi in avanti.

Si deve notare l’esistenza di un chiaroscuro inciso da Andrea Vicentino, tratto a sua volta da Parmigianino, che presenta una composizione simile, ma non identica, che potrebbe aver ispirato questo foglio1.

Cesare Franchi (Pollino), Madonna con il Bambino, Angeli e Putti – Albertina, Vienna
Cesare Franchi (Pollino), Madonna con il Bambino, Angeli e Putti – Albertina, Vienna

Possiamo invece ravvisare, a nostro parere, nello stile di questo disegno la maniera di un artista di origine umbra che lavorò per buona parte della sua carriera a Roma: Cesare Franchi detto il Pollino. Miniaturista e pittore, come viene descritto dal Pascoli e dall’Orsini, da un lato egli rielaborò composizioni e stilemi di Giulio Romano (tentando una sintesi tra Raffaello e Michelangelo), dall’altro venne influenzato da Federico Barocci e da alcuni artisti nordici fiamminghi2.

Esemplare e tipico in questo disegno risulta la velocità esecutiva della penna, a tratti arrovellata, che diviene sintetica nella costruzione delle anatomie o dei panneggi (come possiamo confrontare con il disegno all’Albertina di Vienna Madonna con il Bambino, angeli e putti), mentre le acquerellature a nero fumo riempiono magistralmente le profondità delle pieghe o, tramite piccole virgole d’ombra, la modellazione dei corpi3. La biacca, lievemente ossidata in alcuni punti, dona al foglio guizzi pittorici di luce che rendono questo foglio una sorta di bozzetto rapidissimo.

Cesare Franchi (Pollino), Cristo in Croce e Santi – Albertina, Vienna
Cesare Franchi (Pollino), Cristo in Croce e Santi – Albertina, Vienna

Tipiche sono inoltre le teste del gruppo di personaggi sulla sinistra, appena abbozzate con la penna nell’ovale e con l’acquarellatura nei punti d’ombra degli occhi, del naso e della bocca proprio come possiamo riscontrare in un altro foglio dell’Albertina raffigurante Cristo in croce e Santi4. Ritornano infine in tutti i suoi disegni anche la maniera di rendere i corpi nudi con qualche lieve sproporzione anatomica tra busto e gambe, inoltre l’ombelico, sia esso messo a nudo o sotto una veste trasparente, è sempre segnalato tramite un punto di inchiostro diluito posto a pennello.

La carta preparata rossa dona all’insieme una calda tonalità e pone in risalto, in maniera plastica e tonale, le forme dei personaggi siano essi appena abbozzati o meglio definiti come quelli in primo piano. Questo foglio, che sprigiona movimento e concitazione, può essere infine posto a confronto con un bellissimo disegno del Louvre, raffigurante Battaglia di cavalieri, poiché entrambi riassumono le caratteristiche sopra descritte dimostrando quanto Pollino fosse un artista davvero partecipe ed aggiornato su tutte le importanti novità del suo secolo5.

1 Il foglio di Parmigianino è conservato a Chatsworth, Devonshire Collection (penna e inchiostro bruno, rialzi a biacca su carta chiara, 271 x 420 mm).

2 Su questo artista si veda almeno: Francesco Federico Mancini, Miniatura a Perugia tra Cinquecento e Seicento, Perugia, 1987, pp. 36-53; Bruno Toscano, Il Pollino tra Roma e Perugia, in Per Luigi Grassi, a cura di Anna Forlani Tempesti e Simonetta Prosperi Valenti Rodinò, Rimini, 1998, pp. 156-167; Mario Di Giampaolo, Cesare Franchi detto il Pollino, in Nel segno di Barocci. Allievi e seguaci tra Marche, Umbria, Siena, a cura di Anna Maria Ambrosini Massari e Marina Cellini, Milano, 2005, pp. 312-317.

3 Il disegno misura 132 x 105 mm, pietra rossa, penna, inchiostro bruno, rialzi a biacca su carta preparata bruna, Inv. N. 25382, Graphische Sammlung Albertina, Vienna.

4 Il disegno misura 177 x 132 mm, pietra rossa, penna, inchiostro bruno, acquarellature a nero fumo su carta bianca, Inv. N. 23379, Graphische Sammlung Albertina, Vienna.

5 Il disegno misura 266 x 211 mm, penna, inchiostro bruno, acquarellature grige su carta avorio, Inv. N. 2731, Département des Arts Graphiques, Louvre, Paris. Questo foglio magnifico proviene dalla collezioni di Filippo Baldinucci, si veda: Françoise Viatte, L’oeil du connaisseur, dessins italiens du Louvre, hommage à Philip Pouncey, Paris, 1992, n. 64.

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